la parola e il silenzio

di Patrizia Lùperi
(ovvero la ragazza che giocava con il fuoco...)

I post aumentano, le parole anche,
circolano emozioni e suoni nella nostra rubrica
ma oggi diamo di nuovo spazio a Edda Conte

La parola è un amico / un nemico / un compagno di viaggio. / La parola è un aratro / per dissodare la zolla / dei nostri contrasti / è un gioco / per riempire il vuoto / dei nostri silenzi / un elastico / per fare nostre / le ragioni degli altri. /

Parliamo, dunque, parliamo per comunicare e scambiarci i pensieri in questa “terza stanza”.
Parliamo ascoltando i nostri silenzi, che ci permettono di captare i pensieri in tutta la loro interezza, di seguire tutti i movimenti dell’anima: della gioia, del dolore… le capriole della fantasia, la danza dei sogni, il grido di aiuto e persino gli spropositi all’indirizzo di un’ingiustizia.

Con le parole del silenzio costruiremo un ponte sul fiume della vita per poterla attraversare senza rischi di annegamento.Teniamoci virtualmente per mano per costituire una forza. Messaggio ideale, questo mio. D’accordo.

Perché io credo nell’ideale e combatto giorno dopo giorno per non sprofondare nelle sabbie mobili di un mondo che va perdendo la sua identità. E’ un messaggio che affido alla poesia, certo, perché si dice che proprio la poesia alimenti il benessere.

Il benessere? Quale benessere? Parliamone, e ascoltiamo le voci nate nel silenzio, confidando nella sincerità dell’anima. Concludo con alcuni versi dedicati alla speranza: il calice della speranza.

La luce s’incrina e si frange ma basta una scintilla per ricomporla in lampo.

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